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Corsi interaziendali

La classificazione Banca d'Italia sulle attività finanziarie deteriorate: profili applicativi e impatti sulla Centrale dei Rischi

22/23 Giugno 2017 Durata: 2 giorni

Dal 2015, per effetto dell’aggiornamento delle Circolari della Banca d’Italia n. 272 sulla Matrice dei Conti e n. 217 sulle segnalazioni di vigilanza, le attività finanziarie deteriorate sono ripartite, ai fini delle segnalazioni statistiche di vigilanza, in tre categorie: sofferenze, inadempienze probabili (unlikely to pay), esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.

Tale innovazione nella classificazione ha riverberato effetti in ambito segnaletico e generato importanti ricadute operative e gestionali, perché ha imposto alle banche l’aggiornamento delle policy interne e degli applicativi gestionali e il disegno di nuovi processi di gestione del credito, capaci di intercettare le posizioni a rischio anche quando non siano ancora emersi elementi oggettivi di anomalia.

Il corso facilita la comprensione della normativa con la disamina di diversi casi pratici, anche alla luce delle indicazioni contenute nelle recenti Linee Guida BCE sui crediti deteriorati e di altre prossime novità normative, come l’avvio di IFRS9 e le linee guida EBA sulla definizione di default.


Obiettivi

  • Individuare gli elementi di discontinuità introdotti dalla classificazione delle attività finanziarie deteriorate
  • Identificare i criteri di entrata e di uscita dalla posizione forborne nelle diverse fattispecie
  • Verificare le principali criticità applicative della normativa in ordine alle policy, ai presidi organizzativi e al monitoraggio
  • Esaminare gli impatti segnaletici nella Matrice dei Conti e in Centrale Rischi
  • Individuare gli impatti e le relazioni con il nuovo contesto dell’IFRS9
  • Identificare gli elementi di novità delle linee guida BCE sugli NPL

Destinatari

Responsabili e specialisti degli uffici crediti, legale, monitoraggio del credito, addetti fidi.


Programma didattico

Argomenti principali

  • Il contesto normativo per i crediti deteriorati
  • Le criticità in merito agli status
  • Le criticità in merito ai forborne credits
  • Gli elementi connessi alla revisione delle policies ed i presidi organizzativi
  • Il nuovo modello di monitoraggio del credito
  • Le linee guida BCE sulla gestione degli NPLs
  • Le problematiche segnaletiche
  • Il dialogo ed i ruoli dei diversi soggetti

Giorno 1

Il contesto normativo per i crediti deteriorati

  • Le ragioni alla base della nuova classificazione dei crediti deteriorati
  • Gli impatti attuali e prospettici della nuova classificazione 
  • Le relazioni prospettiche con l’introduzione dell’IFRS9 e le nuove indicazioni EBA sugli scaduti continuativi e sulle definizioni di status di difficoltà finanziaria
  • Gli errori di valutazione e le difficoltà organizzative emerse finora nelle banche nel recepimento della normativa

Le criticità in merito agli status

  • La trattazione dello status di inadempienza probabile
    • come definire lo status di difficoltà finanziaria in maniera adeguata
    • la necessità di una valutazione prospettica e di natura finanziaria
    • le casistiche rilevanti
    • come e quando oggettivare lo status in funzione di una griglia quali/quantitativa
  • Le esposizioni scadute ed il relativo monitoraggio
    • necessità di una revisione periodica per fasce di scaduto/importo
    • valutazioni automatica vs valutazione soggettive: la definizione del giusto equilibrio
    • le modifiche alla soglia di materialità e delle condizioni di entrata e uscita dallo status nel final draft EBA del settembre 2016 e di prossima introduzione
  • Le problematiche connesse alla nuova definizione di default dell’EBA

Le criticità in merito ai forborne credits

  • Come definire i criteri di entrata:
    • La ‘difficoltà’ finanziaria: una griglia di proposte di best practice in funzione di elementi andamentali, esterni, pregiudizievoli e contabili
    • Le misure di concessione ai fini della normativa: quando si crea un vantaggio per il cliente e la gestione operativa delle fattispecie tipiche ed anomale
    • La gestione dei criteri di uscita: come definire i criteri di uscita dal cure period e gestire il monitoraggio del cure e probation period

Giorno 2

Gli elementi connessi alla revisione delle policies ed i presidi organizzativi

  • L’aggiornamento delle policies
  • I presidi organizzativi necessari
  • I momenti di valutazione formali e la corretta reportistica da implementare
  • Gli errori comuni emersi nel primo anno ed i relativi rischi operativi
  • Le problematiche e gli impatti sui bilanci

Il nuovo modello di monitoraggio del credito

  • Come passare ad una gestione proattiva della posizione
  • La sensibilizzazione delle figure di rete
  • Come creare una opportuna policy di ‘credit collection’

Le linee guida BCE sulla gestione degli NPLs

  • Come integrare le linee guida nei processi di gestione dei crediti deteriorati
  • Una indicazione di best practice in merito alla costruzione di un set coerente di metriche e degli indicatori di allerta
  • L’ottimizzazione della governance sugli aspetti operativi, sulle misure di concessione e rilevazione degli NPL
  • Le problematiche connesse alla valutazione delle garanzie immobiliari

Le problematiche segnaletiche

  • Gli impatti segnaletici sulla matrice dei conti: le evidenze gestionali
  • Cenni sulle segnalazioni di vigilanza su base consolidata
  • Il trattamento delle attività deteriorate nella documentazione PUMA 2
  • Cosa cambia nella Centrale dei Rischi

Il dialogo ed i ruoli dei diversi soggetti

  • I compiti delle unità di secondo livello
  • Il dialogo e la declinazione funzionale tra andamentale e unità gestionali dei rapporti
  • Gli impatti sul sistema dei controlli interni