Attenzione! E' possibile che si verifichino problemi per la visulizzazione di questa pagina web con il browser in uso. Per un miglior utilizzo si consiglia di aggiornare il browser.
 

Corsi professionalizzanti

Percorso professionalizzante “Responsabile Credito Problematico”

New

Un percorso formativo modulare per la costruzione delle competenze utili a monitorare la qualità del credito per gestire tempestivamente le posizioni che manifestano segnali di anomalia, individuare i controlli di primo livello maggiormente rilevanti ai fini della mitigazione complessiva del rischio di credito, affrontare le situazioni di crisi d’impresa utilizzando in maniera appropriata i mezzi di composizione negoziale della crisi.

Il percorso è articolato in 3 moduli che possono essere frequentati anche singolarmente, ma solo chi frequenta l'intero percorso potrà misurarsi con un test di verifica finale, che ne attesterà le conoscenze acquisite


Obiettivi

  • Esaminare il quadro normativo e regolamentare sui crediti deteriorati
  • Assicurare la corretta classificazione delle esposizioni deteriorate, secondo le disposizioni EBA/Banca d’Italia
  • Identificare i segnali andamentali esterni e interni di anomalia dell'andamento del rapporto di credito con il cliente
  • Monitorare la tenuta delle garanzie e gestire le stesse nelle situazioni di crisi
  • Sviluppare la capacità di valutare le prospettive dell’impresa in crisi e stimarne il fabbisogno finanziario
  • Approfondire la conoscenza dei nuovi strumenti di composizione della crisi previsti nella legge fallimentare dopo le recenti riforme

Destinatari

Responsabili e specialisti degli uffici crediti, monitoraggio credito problematico, recupero crediti e contenzioso, direttori di filiale


Programma didattico

I moduli del percorso

1° Modulo [2 giorni] – Crediti deteriorati ed evoluzione normativa - Il controllo andamentale e i segnali di crisi
2° Modulo [2 giorni] – Il monitoraggio del credito: il riesame dei rapporti di affidamento e il controllo delle garanzie
3° Modulo [3 giorni] – La crisi d’impresa: la valutazione delle prospettive e gli strumenti di gestione

Modulo 1

Il quadro normativo e regolamentare sui crediti deteriorati

  • La nozione di default prevista dalla normativa
  • Nuovi criteri di classificazione dei crediti: come cambiano i processi di riconoscimento e gestione del credito deteriorato
  • Identificazione e gestione delle forborne exposures
  • L’utilizzo di triggers e alerts per la gestione del credito problematico
  • Prospettive di evoluzione della nozione di default secondo i nuovi standards EBA
  • Rilevazione dell’impairment secondo lo IAS 39
  • I controlli della Vigilanza: segnalazione annuale delle perdite storicamente registrate e nuova segnalazione delle posizioni
    in sofferenza

FOCUS 1 – Gli impatti dell’introduzione di IFRS 9 sui processi del credito

  • Nuovi criteri di classificazione dei crediti: il test SPPI
  • Le regole di staging previste dal nuovo standard
  • Calcolo degli expected cash flows e dei relativi cash shortfalls
  • Calcolo delle perdite attese a 12 mesi e lifetime
  • Modalità di correzione delle probabilità di default in ottica forward
  • Il possibile impatto dell’IFRS 9 sulle politiche di allocazione del credito e sui criteri di selezione della clientela

FOCUS 2 – Gestione dei non-performing loans e analisi delle performance

  • Il controllo del credito performing: indicatori di early warning, evoluzione delle perdite attese
  • Il controllo del rischio delle forborne exposures su posizioni non deteriorate
  • Valutazione dell’efficacia dell’azione di monitoraggio
  • Le previsioni di recupero
  • Analisi del processo di recupero del credito: tassi e tempi di recupero, costi delle procedure
  • Le linee guida BCE per la gestione degli NPLs
  • Implementazione del piano operativo e controlli di efficacia
  • Modelli per l’incentivazione del personale impegnato nel processo di gestione degli NPLs

Il controllo andamentale e i segnali di crisi

  • I segnali andamentali interni della crisi:
    •  l’andamento del rapporto: tensione degli utilizzi, immobilizzo in presenza di pieno utilizzo, irregolarità operative
      del conto, circolazione di carta di comodo, anticipi su fatture e anomalie operative sui conti anticipi
    • la Centrale dei Rischi: sconfinamenti in presenza di margini di utilizzo, crescita delle operazioni garantite, eccessive
      richieste di prima informazione, sofferenze
  • I segnali andamentali esterni della crisi:
    • indebolimento del patrimonio del debitore e dei garanti
    • utilizzo di vecchi e nuovi strumenti di sbarramento sul patrimonio
    • revoca delle fideiussioni
    • operazioni societarie liberatorie
    • trascrizioni

Modulo 2

L’importanza del monitoraggio del credito nel processo creditizio

  • I binomi della gestione attiva del credito: rischio/rendimento e sviluppo/controllo
  • Monitorare la posizione affidata all’interno della banca:
    • necessità di un comportamento proattivo da parte del gestore
    • i criteri di valutazione del rischio di credito e la gestione del rapporto fiduciario
    • decisioni sulla granularità dei rapporti e le relazioni da monitorare
    • effetti del monitoraggio sulla singola posizione e sul portafoglio

La gestione attiva della posizione affidata

  • I verbi della gestione attiva della posizione: comprendere, monitorare, prevenire, intervenire
  • La tempestività come qualità chiave del processo: classificazione delle posizioni a rischio, definizione delle anomalie
    e del relativo peso, gestione dei dati e loro corretta fruizione, diffusione del monitoraggio, riesame del rapporto

Il riesame e controllo delle garanzie

  • La valutazione del perimetro di fallibilità
  • La gestione del problema connesso al consolidamento delle garanzie
  • Le problematiche sui conflitti di interesse dei soci nelle diverse fattispecie societarie
  • La gestione delle problematiche sulle novazioni e delle possibili cause di liberazione
  • I controlli e le verifiche sulla cessione del credito

La valutazione dei rischi di revocatoria fallimentare

Provvedimenti a seguito del riesame del rapporto

  • Provvedimenti bonari volti al mantenimento della relazione
  • Provvedimenti per l’interruzione della relazione: revoca dei fidi, invio della lettera di revoca e relativi effetti
  • Scenari post revoca: recuperi stragiudiziali individuali e collettivi, piani di decurtazione o di rientro, proposte transattive,
    realizzo garanzie, transazione a saldo e stralcio art. 1965
  • La gestione delle problematiche sulle novazioni e delle possibili cause di liberazione

Modulo 3

Strumenti per l’interpretazione e la gestione della crisi d’impresa

  • Un modello di gap analysis storico per interpretare la crisi d’impresa
  • La diagnosi del settore e l’analisi del contesto
  • La interpretazione dei flussi di cassa storici al fine di determinare le origini della crisi finanziaria
  • La lettura coordinata degli indici delle performance economico-aziendali come metodo di interpretazione della crisi

Valutazione delle prospettive dell’impresa in crisi

  • La valutazione di una azienda in periodi di crisi: come cambia l’approccio valutativo
  • Impatto della crisi sulla struttura finanziaria delle imprese
  • La valutazione dell’equilibrio finanziario tramite il cash flow statement
  • Gli strumenti per valutare il fabbisogno finanziario previsionale:
    • un modello per la determinazione dei cash flow prospettici in funzione dei dati storici e di quelli ipotizzabili
      in funzione dei diversi scenari condivisi
    • la determinazione e la valutazione dell’equilibrio finanziario prospettico a seguito delle operazioni adottate
    • disamina di casi pratici

I mezzi della composizione della crisi individuati dalla legge fallimentare

  • La crisi irreversibile dell’impresa:
    • il ricorso a procedure concorsuali
    • identificazione dei soggetti “fallibili”
    • conseguenze del fallimento della società sulla posizione giuridica dei soci
  • Le problematiche connesse con i piani di ristrutturazione:
    • quando e perché aderire
    • la gestione della finanza ponte e delle garanzie sia in essere che nuove
    • la valutazione dei piani a corredo e problematiche connesse
    • il monitoraggio della posizione
    • accordo di ristrutturazione con gli intermediari finanziari: contenuti, condizioni, effetti, iter procedurali
    • convenzione di moratoria con le banche: natura dell’istituto, contenuti e procedura
    • attestazione dell’esperto nella convenzione di moratoria
    • “tutela” delle banche non aderenti ad accordi di ristrutturazione e convenzioni di moratoria
    • le modifiche alla legge fallimentare nel D.L. 59/2016

Il concordato preventivo

  • Presupposti per l’ammissione
  • Il contenuto minimo della proposta
  • La soddisfazione minima dei creditori chirografari
  • L’analisi delle proposte concorrenti
  • Offerte concorrenti
  • La gestione operativa dei concordati con riserva

Le problematiche legate ai contratti in esecuzione

  • La gestione dei rapporti di conto corrente
  • Le problematiche sui contratti autoliquidanti e a revoca in essere
  • La risoluzione e la sospensione dei contratti in essere: aspetti procedurali
  • La decisione in merito alla eventuale finanza-ponte: aspetti valutativi e operativi
  • L’operatività con i garanti della posizione e la ricerca di nuove garanzie
  • Le segnalazioni di vigilanza in merito al concordato con riserva

Il concordato in continuità aziendale

  • La gestione operativa del concordato con continuità
  • La valutazione del piano
  • Le problematiche connesse alla gestione delle garanzie e dell’operatività ordinaria: errori da non commettere

Le modifiche riguardanti il fallimento

  • I requisiti per la nomina dei curatori fallimentari
  • Il programma di liquidazione e le modalità di vendite fallimentari
  • La chiusura del fallimento con cause pendenti