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Corsi interaziendali

Il ruolo del risk manager nel processo di gestione dei crediti non performing

12 Aprile 2017 Durata: 1 giorno

Il nuovo standard contabile IFRS9 punta a ottenere un incremento delle svalutazioni dei crediti problematici a partire dalle fasi in cui si registrano i primi segnali deboli di anomalia. Da un lato, ciò consente alle banche di diluire su un intervallo di tempo più lungo l’impatto della svalutazione dei crediti che risulteranno effettivamente deteriorati, dall’altro lato, obbliga a riconoscere una perdita più elevata (Lifetime Expected Credit Loss) anche per le posizioni che presentano anomalie solo transitorie.

Per contenere l’impatto della norma sull’ammontare complessivo dei fondi, le banche sono spinte a rivedere i processi di monitoraggio del credito, al fine di anticipare il riconoscimento delle relazioni problematiche e ottenere una tempestiva correzione di quelle che possono essere riportate alla piena regolarità. In parallelo, vanno definiti nuovi sistemi di controllo volti a rilevare il grado di efficacia dell’azione di monitoraggio e far emergere eventuali spazi di miglioramento del processo.

La normativa di vigilanza prevede che le decisioni in tema di classificazione delle posizioni siano assunte dalle Unità operative, mentre i risultati del processo siano sottoposti al controllo della Funzione Risk Management, che verifica la coerente classificazione dei rapporti e assicura la congruità delle svalutazioni.

Per muovere in questa direzione, è necessario che le banche dispongano di sistemi automatici per il riconoscimento dei segnali di early warning e degli elementi indicativi del grado di deterioramento dei rapporti. Nel contempo, è necessario realizzare controlli di secondo livello sistematici, escludendo indagini a campione e puntando all’impiego di strumenti statistici applicati all’intero portafoglio dei crediti, capaci cioè di riconoscere gli indizi di incoerente classificazione e misurare l’efficacia degli interventi tesi alla regolarizzazione delle relazioni.


Obiettivi

  • Identificare i processi di monitoraggio del credito e i sistemi di verifica di secondo livello coerenti con quanto previsto dalla normativa
  • Individuare gli snodi del processo di monitoraggio del credito su cui attivare i controlli di coerenza delle classificazioni
  • Riconoscere gli strumenti operativi e i modelli statistici utilizzabili per le verifiche svolte dal Risk management

Destinatari

Specialisti delle aree Risk management, Credito, Internal audit


Programma didattico

Argomenti principali

  • Controllo dei rischi e redditività del portafoglio crediti
  • La normativa in tema di classificazione del credito
  • Il monitoraggio del credito: finalità e strumenti
  • La verifica del monitoraggio da parte del risk management

Programma dettagliato

Controllo dei rischi e redditività del portafoglio crediti

  • Le condizioni di economicità del portafoglio crediti.
  • Il pricing del credito in fase di origination.
  • Evoluzione del rischio e controllo di redditività del portafoglio.

La normativa in tema di classificazione del credito

  • Nozione di default prevista dalla normativa: impatto sui sistemi di credit risk management.
  • Prospettive di evoluzione della nozione di default secondo i nuovi standards EBA.
  • Nuovi criteri di classificazione dei crediti: come cambiano i processi di riconoscimento e gestione del credito deteriorato.
  • I controlli della Vigilanza: segnalazione annuale delle perdite storicamente registrate e nuova segnalazione delle posizioni in sofferenza.
  • Rilevazione dell’impairment:  valutazione al fair value e nuovi criteri IFRS 9

Il monitoraggio del credito: finalità e strumenti

  • Il controllo del credito performing: indicatori di early warning, evoluzione delle perdite attese e verifica di congruità degli spread praticati.
  • Il controllo del rischio delle forborne exposures su posizioni non deteriorate.
  • L’utilizzo di triggers e alerts per la gestione del credito problematico.

La verifica del monitoraggio da parte del risk management

  • Responsabilità del risk management in tema di controllo andamentale del credito.
  • Strumenti operativi per la verifica di coerente classificazione di tutte le posizioni in portafoglio.
  • Controllo della migrazione tra classi: matrici di transizione, tempi di decadimento, indicatori di stazionamento, modelli statistici per l’identificazione dei casi persistenti.
  • Calcolo della LGD storica.
  • Schemi per il reporting verso le unità di monitoraggio del credito e verso il vertice aziendale.